Noi partigiani

6 Settembre 2020


Come ha osservato Gad Lerner in apertura di serata, non ci può essere risposta più decisa e sferzante della presentazione di un libro alla piazza populista, quella che sabato 5 settembre accoglieva a Grosseto la leader di uno dei più aggressivi raggruppamenti del nuovo fascismo italiano. Il libro da strumento di emancipazione si è trasformato ormai (e anche questo non è stato un percorso fatale, vantando un padre preciso, il Berlusconi al tempo della sua discesa in campo e del suo dilagare all’insegna del disprezzo dei dottorini) nell’icona negativa di una destra brutale e freddamente determinata ad azzerare ciò che resta di quella tradizione illuminista su cui poggia la dignità civile dell’occidente. E il libro è di quelli coraggiosi per vari motivi di impostazione che vale la pena raccontare per non disperdere l’esito di un incontro prezioso per Grosseto, in questo particolare momento pre-elettorale, in cui si gioca l’immediato futuro della Toscana.

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Sardine a Grosseto

16 Dicembre 2019

Una piazza zeppa di sardine ben decise a non farsi friggere dal fuoco fatuo di quelli, e sono troppi, che ogni giorno inneggiano alla violenza facendo leva sulla disperazione delle persone, senza dare nessuna risposta eccetto il tappabuchi garantito: inventarsi bersagli inermi e dirottare lì la rabbia generale. Grosseto è entrata nel mondo di chi rifiuta le nostalgie antidemocratiche, del “prima gli italiani”, del revisionismo strisciante che ammicca al tricolore e sveltola il rosario contro gli sbarchi. Non c’era frastuono, ma scambio di voci amiche e musica leggera nel senso nobile del termine. Che si possa intravedere il tramonto del vento populista?

Gramsci Art

8 Dicembre 2019

Sabato 7 dicembre alla libreria QB di Grosseto l’istituto Gramsci, su invito dell’Archivio delle Tradizioni Popolari, ha partecipato alla presentazione del catalogo Gramsciart ovvero Antonio Gramsci nell’interpretazione di Francesco Del Casino. L’artista ha presentato il suo lavoro, disteso in tre anni di interessanti rielaborazioni artistiche sia pittoriche che ceramiche della figura del grande sardo, la cui icona è oggi indubbiamente una delle più note della cultura italiana. Nel suo intervento introduttivo Pietro Clemente, docente emerito di Unisi e attualmente presidente dell’Istituto Storico e della Resistenza di Siena, ha valorizzato il contributo di creatività materica che l’artista, inteso come artigiano, riesce sempre ad apportare ai soggetti di cui si occupa, dilatandone i contorni. Lucia Matergi ha parlato del rapporto ormai consolidato tra l’istituto Gramsci di Grosseto e il Liceo artistico della città, soffermandosi in particolare sulle interessanti e riuscite interpretazioni pittoriche della “testa da rivoluzionario” che gli studenti di quella scuola hanno realizzato in occasione del concorso sul tema “Odio gli indifferenti”, bandito nel 2017 all’Istituto.

 

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Gramsci

Mandami tante notizie di Ghilarza…

19 Ottobre 2019

“Con i Badilanti: canti, immagini e letture su Gramsci e la cultura popolare”. Il 18 ottobre 2019 su questo titolo alla Biblioteca comunale di Manciano si è svolto un pomeriggio gramsciano dedicato al folclore. Lucia Matergi è intervenuta per l’Istituto Gramsci di Grosseto, coinvolto nell’iniziativa, ragionando in particolare sui concetti di nazionale e popolare all’interno del pensiero del grande sardo. Il gruppo musicale dei Badilanti, coordinato da Lucio Niccolai, voce guida del percorso ragionato proposto, da tempo conduce una sapiente ricerca sul folclore e sui canti popolari, con un occhio privilegiato verso le note di Gramsci sul tema. Tra i motivi di interesse della serata, le letture curate da Bruno Manca, che con la sua pronuncia di sardo d’origine, ha reso ancora più intenso il valore delle lettere di Gramsci alla madre e alla sorella. La raccolta e suggestiva biblioteca, animata con attenzione e passione dai giovani operatori, ha fornito una cornice ideale per l’evento, seconda esperienza comune per i Badilanti e l’Istituto, dopo l’esordio primaverile a Grosseto promosso dalla Camera del Lavoro CGIL.

 

In Brasile tutta colpa di Gramsci

18 Settembre 2019

Giungo in questo paese ancora percorso da queimadas, violenti incendi che a macchia di leopardo devastano la foresta (non solo quella amazzonica), come ogni mattina i telegiornali mostrano impietosi, ma mi pare senza un particolare allarme, che non colgo neppure nelle conversazioni con i colleghi, alcuni vecchi amici, che incontro, a Marilia,nell’enorme Stato di San Paolo, il più importante della Repubblica Federale. È un campus universitario giovane, che ha solo, più o  meno, un venticinquennio alle spalle, situato in una zona fino a mezzo secolo fa appartenente alle popolazioni indigene, espulse dall’impetuosa avanzata del progresso (si ricordi il motto sulla bandiera: Ordem e Progresso) alla brasiliana, in un processo di oppressione e compressione di tali popolazioni, al quale, va detto, anche Lula e Dilma (la Rousseff) avevano dato il loro contributo. All’Unesp, campus di Marilia, si svolge il II Convegno della IGS (International Gramsci Society Brasil), con la partecipazione di studiosi e studiose latinoamericane.

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