Eravamo tanto amati

23 luglio 2018

Eravamo tanto amati

 

Si è svolta alla Cava di Roselle la presentazione di Eravamo tanto amati (Effigi- Nuovi saggi), a cura di Istituto Gramsci Gr e Fondazione L.Bianciardi.

Andrea Marotta, Andrea Lattanzi e Domenico Guarino, i giornalisti autori del libro e del docufilm, hanno dato vita a un vivace racconto a tre voci, in cui le parole rimandavano alle immagini in un viaggio attento alle persone e immune dalle cadute nostalgiche. Raccogliendo le sollecitazioni di Lucia Matergi e di Massimiliano Marcucci, si è ripercorsa la fase discendente di una parabola vissuta e sofferta dal progressismo italiano, a partire dalla svolta della Bolognina a oggi. Apprezzabile la volontà di Indagare senza rimozioni le ragioni che hanno condotto il PCI a tradursi da forza politica di riferimento delle fasce più deboli a componente non sempre autorevole di nuove e forse impensabili aggregazioni o a voce di dissenso solitario per battaglie impossibili quando non di retroguardia. Dalle voci di alcune tra le figure più rappresentative della rossa Toscana, è emerso un quadro composito, ideale per suscitare dibattito. Pubblico interessato e partecipativo, tante e varie le domande. Una buona serata per la Fondazione Bianciardi, per l’Istituto Gramsci e per la sinistra italiana.

 

 

 

Altri politichesi in piazza per la Città Visibile

15 giugno 2018

 L-e-MUnico-definitivoLa Fondazione Bianciardi ha preso spunto da una sua lettura del capitolo sesto, quello sul linguaggio, del Lavoro Culturale, per dialogare sui nuovi vocabolari della politica. Dal politichese fumoso e troppo spesso inconcludente in voga fino agli anni ’70 ai gerghi sedicenti popolari in nome di una discutibile schiettezza, per arrivare agli slogan attuali studiati a tavolino per poter essere capiti dall’osannato “uomo della strada”. Ma la politica non dovrebbe far “sortire fuori” dai problemi di tutti? E per farlo, non dovrebbe usare la precisione della semplicità, più che la banalità della semplificazione? Il dibattito si è aperto davvero e la serata è andata bene, nonostante il freddo e il timore della pioggia. Belle letture di Unico Messicani, dell’associazione Liber Pater di Massa Marittima.Il-lavoro-culturale

Persone perché cittadini in piazza Dante

12 giugno 2018

Lucia-parla-in-Pza-DanteIncoraggiante inizio del ciclo “Il lavoro culturale” proposto da La Città Visibile. Con “Persone perché cittadini” l’Istituto Gramsci ha aderito allo spirito della manifestazione cogliendo gli innumerevoli spunti che i testi gramsciani offrono sul tema della città, intesa come cittadinanza, comunità, collettività. Dai testi storici la parola è passata fluidamente ai punti di vista dei presenti, una platea attenta e ben disponibile a intervenire e dire la sua. Il momento storico e politico accresce evidentemente l’intenzione di prendere posizione e di chiarire da che parte si sta, quella di chi opera per accogliere, opponendosi a quella di chi respinge per mantenere bello il proprio giardino, sacrificando su quell’altare ogni possibilità di fondare una nuova e vera cittadinanza. I numerosi interventi hanno avuto come sottofondo le voci di tanti bambini che giocavano nella piazza, in buona parte stranieri. Una sottolineatura efficace del senso dell’iniziativa. Se gli incontri in piazza intendevano promuovere un dialogo franco e democratico tra cittadini, su temi cari e difficili insieme, possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto già dalla prima serata.

Unico legge Gramsci

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PERSONE PERCHE’ CITTADINI: IL DIRITTO GRAMSCIANO ALLA CITTA’

8 giugno 2018

Ciità visibileL’istituto Gramsci alla Città Visibile 2018 : 11 giugno in piazza ore 21

Con LA CITTA’ FUTURA (Torino 1917) Gramsci rivolge ai giovani “un invito e un incitamento” alla responsabilità di fare la storia. Il punto di partenza della storia è la città. Da qui parte una lettura performativa dal numero unico della rivista e da altri testi gramsciani, illuminanti ieri come oggi, per i giovani e per tutti. Letture di Unico Messicani.

Come è noto, dall’8 al 18 giugno prossimi si svolgerà in città La Città Visibile, l’ormai storica manifestazione che dal 2008 mette in circuito attivo la maggior parte delle realtà culturali cittadine in un concorso virtuoso di partecipazione collaborativa e di incontro, conoscenza e dialogo. L’Istituto Gramsci quest’anno è presente, incoraggiato anche dal tema particolarmente vivo e stimolante, quello del Diritto alla Città. Ci sembra che la nostra presenza sia una sorta di atto dovuto a Gramsci, se intendiamo recuperare il suo appello pressante a partecipare prendendo posizione. E oggi più che mai è doveroso prendere posizione e uscire dall’indifferenza.

Vi invitiamo dunque a visitare lo stand n.3 che condivideremo con la Fondazione Bianciardi dall’11 al 4 giugno in piazza Dante e a non mancare alla serata gramsciana dell’11 alle ore 21.

 

Tullio De Mauro: la lingua, la società, la scuola

26 maggio 2018

A cura delle Fondazione Bianciardi e dell’Istituto Gramsci Grosseto

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Venerdì 25 maggio, in una sala di Clarisse Arte popolata da un pubblico attento e interessato, Massimo Vedovelli, professore di Didattica delle lingue moderne all’Università di Siena, già rettore dell’Università degli Stranieri, ha tracciato un quadro articolato dell’eredità culturale di Tullio De Mauro. In una conversazione con Stefano Adami e Lucia Matergi, Vedovelli ha messo in evidenza la centralità decisamente attualizzabile dell’opera del grande linguista da poco scomparso, autore, tra le altre numerose opere, della Storia linguistica dell’Italia unita, già ministro della Pubblica Istruzione e accademico di prestigio internazionale. Il messaggio di De Mauro è emerso nella sua capacità di imporsi al centro del dibattito sul nuovo italiano con la forza di una  ricerca alla cui base sta l’idea di una lingua in cui naturalità e storicità convivono in equilibrio e garantiscono efficacia espressiva solo quando le parole si ancorano alle cose e ai concetti. Massimo Vedovelli ha convinto i presenti narrando il linguista e l’uomo, concentrandosi sull’idea demauriana del valore democratico della lingua e sulla funzione emancipatoria esercitata sui parlanti, che De Mauro mutua dal pensiero gramsciano e rielabora in una concezione dinamica del linguaggio, di evidente attualità in un Italia dell’accoglienza e in una scuola che si confronta giorno per giorno con il tema dell’integrazione linguistica.De Mauro per web