“Odio gl’indifferenti” giorno della premiazione

4 febbraio 2018

 

Il 24 gennaio 2018 si è svolta presso Le Clarisse la cerimonia di premiazione per il concorso indetto dall’Istituto Gramsci di Grosseto per tutte le scuole della città. Si sono aggiudicati i tre premi messi in palio gli studenti del Liceo Artistico di Grosseto con una produzione di opere originali veramente degne di attenzione. Ringraziamo la Banca Tema per il suo contributo e la Fondazione Grosseto Cultura per il sostegno offerto attraverso la disponibilità del direttore di Clarisse Arte, Mauro Papa, anche per la scelta delle opere da premiare, senza dimenticare comunque il prezioso ruolo svolto dagl’insegnanti del Liceo Artistico.

Odio gl’indifferenti

22 gennaio 2018

ODIO GLI INDIFFERENTI LOCANDINA 2018 (3)

“Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare”. L’obiettivo insito in questo messaggio, tanto celebre quanto contestato nella sua veridicità, con cui il pubblico ministero Isgrò concluse nel 1926 la sua arringa processuale, non viene raggiunto che molti anni dopo la condanna a venti anni di reclusione, comminata ad Antonio Gramsci. Quel cervello, infatti, continua a funzionare intensamente durante il periodo del carcere, di cui le Lettere e i famosissimi Quaderni sono il frutto più consapevole e al tempo stesso più commovente. Quel cervello si ferma solo nel 1937, quando Gramsci muore, vittima del regime fascista che non si sporca le mani con l’ atto violento dell’assassinio, come vi era verificato per tanti oppositori, ma ottiene comunque il proprio scopo, attraverso l’internamento che darà il colpo di grazia alle condizioni di salute già gravissime del grande intellettuale. A ottant’anni da quella data, il Ministero della Pubblica Istruzione invita le scuole italiane a proporre agli studenti la conoscenza di questa personalità ricca e complessa, vivace e anticonformista nell’approccio culturale, originale nelle intuizioni sociologiche e storiche, coraggiosa nella visione politica. Da qui l’idea dell’Istituto Gramsci di Grosseto di un concorso riservato gli studenti del territorio grossetano, sollecitati dalla famosa argomentazione gramsciana “Odio gli indifferenti”, il cui titolo lapidario sembra scritto apposta per provocare l’impegno giovanile e per scrollare dalle spalle dei ragazzi di oggi ogni eventuale blocco che l’universo sempre più complicato, contraddittorio e solipsistico in cui vivono potrebbe creare.
La risposta all’appello dell’Istituto Gramsci di Grosseto è stata dinamica e suggestiva, siglata dall’approccio creativo degli studenti che hanno prodotto progetti originali, diversificati e chiaramente stimolati dall’interesse che la figura del grande pensatore e uomo d’azione ha saputo suscitare. Importante il contributo della Banca Tema, che ha risposto prontamente al progetto, offrendo il suo prezioso sostegno, in linea con una politica bancaria costantemente legata al territorio nelle sue forme più vitali, tra cui quella della formazione giovanile. La Fondazione Grosseto Cultura ha appoggiato l’iniziativa, mettendo a disposizione spazi e professionalità, a partire da Mauro Papa, direttore del settore arti visive, che ha sostenuto il progetto e ha coadiuvato il lavoro di giuria. Mercoledì 24 gennaio, alle 10, la cerimonia conclusiva del concorso, che si terrà presso il Polo Espositivo e Culturale delle Clarisse a Grosseto. In mostra le opere degli studenti, che rimarranno in esposizione anche nei due giorni successivi, a disposizione di quanti le vorranno visionare.

Gramsci nostro prigioniero

10 dicembre 2017

Il terzo seminario internazionale sulla fiaba organizzato a Seravezza è dedicato alla Fiaba nell’opera di Antonio Gramsci. L’Istituto Gramsci Grosseto partecipa con la relazione di Nino Muzzi intitolata “Gramsci nostro prigioniero”. A chi si riferisce quel nostro? A noi tutti che leggiamo e indaghiamo l’opera del grande sardo attratti dalla sua intelligenza, versatilità e passione politica, civile, culturale. E di quale prigionia si tratta? Di quell’incatenamento cui troppo spesso lo studioso gramsciano ricorre per legare Gramsci alla propria tesi, abbandonandosi al gusto di leggere tra le righe tanto da smarrire il senso primo di quelle stesse righe. Anche al Gramsci traduttore dei Grimm, un Gramsci potremmo dire minore o comunque  meno praticato, è capitata una simile avventura mentre, dice Nino Muzzi in conclusione, “Gramsci ci guida nella decifrazione delle sue fiabe dei Grimm, conducendoci senza timore, anzi con la sicurezza dell’intelligenza, a leggerle come prove di umiltà e di affetto insieme. Di umiltà, perché praticate come un semplice esercizio linguistico, che richiama l’uso scolastico di ricorrere ai testi favolistici per introduzione allo studio delle lingue classiche (e forse Gramsci avrà pensato al suo Esopo o al suo Fedro); di affetto verso una terra, la sua Sardegna, separata dal mondo del cinema parlato: in Sardegna da bambino ha ascoltato fiabe e  ad altri bambini di quella terra, ancora poveri e lontani da tutto, vuole mandare un piccolo dono di “novelline popolari”.

 

Programma-III-Seminario-Internazinale-sulla-Favola-

Gramsci nostro prigioniero

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Gramsci

Tutti gli uomini del generale

19 novembre 2017

TUTTI GI UOMINI DEL GENERALE

Sabato 18 novembre, presentazione di “Tutti gli uomini del generale” , una ricerca sull’azione di contrasto al terrorismo realizzata da Carlo Alberto Dalla Chiesa durante gli anni di piombo. La giornalista Fabiola Paterniti, autrice del libro, ha dialogato con Caterina Albana e Lucia Matergi su temi che hanno attraversato la storia italiana e che ancora si rivelano scottanti e drammaticamente attuali. Dal fenomeno del terrorismo, mutante nei protagonisti e negli obiettivi, a quello complesso e radicato della mafia, gli argomenti hanno coinvolto il pubblico presente stimolando domande e riflessioni comuni. Sede dell’Istituto in via Depretis 32 a Grosseto.

Lucia, Fabiola e Caterina

Domenico Losurdo: a cento anni dalla Rivoluzione d’ottobre

2 novembre 2017

LA RIVOLUZIONE D'OTTOBRE (2)

Lunedì 6 novembre ore 16,30 incontro con Domenico Losurdo sul tema “La rivoluzione d’ottobre tra capitalismo e neocolonialismo”.

A cento anni dalla Rivoluzione d’ottobre L’Istituto Gramsci di Grosseto, insieme a Fondazione L.Bianciardi,  ANPI sezione Grosseto e Forum Cittadini del mondo, organizza l’incontro con Domenico Losurdo dal titolo “La rivoluzione d’ottobre tra capitalismo e neocolonialismo”.

Cento anni di distanza dalla Rivoluzione sovietica impongono una riflessione ampia e spregiudicata su avvenimenti ed effetti che travalicano il secolo breve da quella avviato. E per evitare il rischio di cadere in considerazioni moralistiche o comunque in valutazioni puramente retoriche, sia di segno encomiastico sia di condanna inappellabile, la strada da percorrere è quella che parte dall’ indagine attenta dei fatti e dei loro protagonisti. Un’operazione di studio la cui attendibilità non si misura necessariamente sul grado di neutralità degli autori, improbabile se non a parole, vista la vicinanza dei fatti, ma al contrario sull’acutezza dello sguardo unita alla volontà di capire le dinamiche di eventi considerati straordinari e fondamentali per la storia del mondo. In questa prospettiva i confini tra l’indagine e la politica, intesa nel suo senso più ideale, possono diventare esili e questo effetto conferisce alla riflessione quel tanto di partecipazione che ne accresce la capacità di coinvolgimento, rendendola dinamica e attiva. Un esempio illustre in tal senso si trova nella lettera di Antonio Gramsci al Comitato Centrale del Partito comunista sovietico, datata 14 ottobre 1926. A soli nove anni dalla Rivoluzione d’ottobre, Gramsci traccia un bilancio illuminante, con parole che ancora ci toccano per l’intelligenza politica e la passione civile: “… Compagni, voi siete stati, in questi nove anni di storia mondiale, l’elemento organizzatore e propulsore delle forze rivoluzionarie di tutti i paesi: la funzione che voi avete svolto non ha precedenti in tutta la storia del genere umano che la uguagli in ampiezza e profondità. Ma voi oggi state distruggendo l’opera vostra, voi degradate e correte il rischio di annullare la funzione dirigente che il Partito comunista dell’URSS aveva conquistato per l’impulso di Lenin…”.

Lunedì 6 novembre ore 16,30 via De Pretis 32/34

Lucia-con-Losurdo