La grande alluvione

22 settembre 2016

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Il 22 settembre l’Istituto Gramsci Gr interviene alla presentazione del volume “La grande alluvione” curato dalla rivista Testimonianze. Una presentazione che apre a Grosseto le celebrazioni del cinquantenario dall’alluvione del ’66.

Il valore del volume coincide con il senso di responsabilità di TESTIMONIANZE, rivista di indagine e di prospettiva, secondo le parole di Ernesto Balducci, per il quale l’unico tempo degno dell’uomo è il futuro. Non a caso il volume si apre con le riflessioni a caldo, quasi di certo opera di Balducci, scritte nel ’66 nell’immediato indomani della grande piena. Parole di speranza, ma anche di accusa e di ricerca delle responsabilità. Un invito a superare i tentativi di archiviare fatalisticamente l’accaduto tra le tragedie inevitabili.

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Gramsci 44

2 settembre 2016

Sarà proiettato alla Festa dell’Unità di Firenze (Parco delle Cascine) domenica 4 settembre alle ore 20.30.

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Il documentario Gramsci 44 racconta la storia di un villaggio, Ustica, emarginata isola a nord di Palermo, dove all’inizio del 1900 l’arrivo del vaporetto era un evento che richiamava al molo gli isolani incuriositi dalle novità in arrivo dal “continente”. Read more »

La tempesta di Sasà

18 agosto 2016

17 agosto, Cava di Roselle. Una serata a cura di Clorofilla Film Festival e Istituto Gramsci Gr, dedicata a un libro interessante, La tempesta di Sasà,e al suo autore Salvatore Striano, intervistato da Lucia Matergi.

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Cultura

Gramsci

Lavoro

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Un amor di pagina a Marina

22 luglio 2016

UN AMOR DI PAGINA UN POSTO PULITO (1)

Il nostro istituto assieme alla Fondazione Bianciardi organizza delle letture di una pagina e poi apre il dibattito sui motivi per cui quella speciale pagina si presenta come chiave d’ingresso dentro un autore. Il 28 luglio alle 21,30 l’autore sarà Hemingway.

Leonardo Paggi sul libro di Prospero

9 luglio 2016

PROSPERO la scienza politica di Gramsci PIATTO

Da tempo ormai immemorabile la bibliografia italiana su Gramsci è dominata dal tema dei suoi rapporti con il partito negli anni del carcere. L’esistenza di una difformità, peraltro da sempre largamente nota, tra i Quaderni e i coevi indirizzi culturali e politici del partito ha generato una ricerca sempre più ossessiva sul «tradimento» che sarebbe stato giocato ai danni del prigioniero. Sull’onda di una filologia avventurosa e spericolata si è persino ipotizzato un quaderno «mancante», fatto sparire dalla censura preventiva del Pci. Si accoglie pertanto quasi con sollievo un libro come quello di Michele Prospero (La scienza politica di Gramsci, Bordeaux) che torna a cimentarsi con una lettura diretta dei testi.

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