Bolsonero contro Gramsci

13 dicembre 2018

Quello che ossessiona Bolsonero sono gl’insegnanti e in genere gl’intellettuali capaci di veicolare nelle nuove generazioni il pensiero di Gramsci che in America Latina ha sempre trovato un ascolto attento sia fra gli studiosi che fra gl’intellettuali e nei militanti di sinistra o semplicemente democratici.

Leggete l’allegato Bolsonaro ossessionato da Gramsci censura gli insegnanti – Popoff Quotidiano

In piazza contro i nuovi fascismi

8 settembre 2018

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Una bella piazza, piena di persone convinte e attente, decise a testimoniare il loro no alle nuove spoglie di cui si veste il fascismo dei giorni nostri. Questo si è visto alla manifestazione dal titolo programmatico: “Restiamo umani”.

Numerosi e apprezzati gl’interventi dei rappresentanti delle tante realtà che vi hanno aderito: dall’ANPI alla Regione Toscana. Da tutti il rifiuto della prevaricazione e il senso di urgenza di unità delle forze antifasciste.

La Grosseto democratica ha ascoltato e si è riconosciuta nel messaggio condiviso.

Restiamo umani

8 settembre 2018

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Sabato 8 settembre la Grosseto democratica si raduna in piazza Dante per contrastare le derive fasciste ormai evidenti nel tessuto locale e mai contrastate, anzi supportate dall’amministrazione locale, in palese contrasto rispetto al dettato della Costituzione Italiana. L’Istituto Gramsci di Grosseto aderisce e partecipa alla manifestazione.

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Gramsci

Eravamo tanto amati

23 luglio 2018

Eravamo tanto amati

 

Si è svolta alla Cava di Roselle la presentazione di Eravamo tanto amati (Effigi- Nuovi saggi), a cura di Istituto Gramsci Gr e Fondazione L.Bianciardi.

Andrea Marotta, Andrea Lattanzi e Domenico Guarino, i giornalisti autori del libro e del docufilm, hanno dato vita a un vivace racconto a tre voci, in cui le parole rimandavano alle immagini in un viaggio attento alle persone e immune dalle cadute nostalgiche. Raccogliendo le sollecitazioni di Lucia Matergi e di Massimiliano Marcucci, si è ripercorsa la fase discendente di una parabola vissuta e sofferta dal progressismo italiano, a partire dalla svolta della Bolognina a oggi. Apprezzabile la volontà di Indagare senza rimozioni le ragioni che hanno condotto il PCI a tradursi da forza politica di riferimento delle fasce più deboli a componente non sempre autorevole di nuove e forse impensabili aggregazioni o a voce di dissenso solitario per battaglie impossibili quando non di retroguardia. Dalle voci di alcune tra le figure più rappresentative della rossa Toscana, è emerso un quadro composito, ideale per suscitare dibattito. Pubblico interessato e partecipativo, tante e varie le domande. Una buona serata per la Fondazione Bianciardi, per l’Istituto Gramsci e per la sinistra italiana.

 

 

 

Altri politichesi in piazza per la Città Visibile

15 giugno 2018

 L-e-MUnico-definitivoLa Fondazione Bianciardi ha preso spunto da una sua lettura del capitolo sesto, quello sul linguaggio, del Lavoro Culturale, per dialogare sui nuovi vocabolari della politica. Dal politichese fumoso e troppo spesso inconcludente in voga fino agli anni ’70 ai gerghi sedicenti popolari in nome di una discutibile schiettezza, per arrivare agli slogan attuali studiati a tavolino per poter essere capiti dall’osannato “uomo della strada”. Ma la politica non dovrebbe far “sortire fuori” dai problemi di tutti? E per farlo, non dovrebbe usare la precisione della semplicità, più che la banalità della semplificazione? Il dibattito si è aperto davvero e la serata è andata bene, nonostante il freddo e il timore della pioggia. Belle letture di Unico Messicani, dell’associazione Liber Pater di Massa Marittima.Il-lavoro-culturale