Le notizie che ti risollevano

24 Novembre 2020

 A due anni dal murale di Nelson Mandela in piazza Leopoldo, Jorit torna a Firenze per realizzare – in massimo 15 giorni (tempo permettendo) – una nuova opera su un edificio di edilizia popolare: dipingerà in via Canova, su una parete di 213 mq, un grande ritratto di Antonio Gramsci.
Jorit, è stato spiegato nel corso di una video conferenza stampa, ha iniziato la fase preliminare del murale tracciando a tutta parete una frase, in questo caso riflessioni di Gramsci tratte da ‘Lettere dal carcere’, ovvero ‘Anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio… La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere’. L’iniziativa è promossa dall’associazione culturale Teatro Puccini, in collaborazione con Comune di Firenze e Casa spa. (ANSA).

Gramsci Lettere dal carcere

15 Ottobre 2020

Domenica passata, diversi quotidiani nazionali (tra i quali «La Repubblica», «Il Corriere», «La Stampa») hanno dedicato ampio spazio alla nuova edizione delle Lettere dal carcere di Gramsci: una raccolta finalmente completa con ampio apparato critico (1.500 pagine circa), pubblicata nella prestigiosa collana Millenni di Einaudi. Ottima notizia che Gramsci sia riproposto all’attenzione generale e riconosciuto nel suo valore di imprescindibile punto di riferimento nella riflessione politica e storica del nostro tempo.
Oltre a questo, c’è da sapere che la nuova scattante immagine di Gramsci, scelta per la copertina della nuova edizione, è opera della bravissima nostra conterranea Viola Niccolai. E’ un po’ come se attraverso lei, e con lei attraverso il padre Lucio, la nostra terra abbia dato un prezioso contributo al rafforzamento di quella bella testa pensante che oggi è più che mai preziosa..

Noi partigiani

6 Settembre 2020


Come ha osservato Gad Lerner in apertura di serata, non ci può essere risposta più decisa e sferzante della presentazione di un libro alla piazza populista, quella che sabato 5 settembre accoglieva a Grosseto la leader di uno dei più aggressivi raggruppamenti del nuovo fascismo italiano. Il libro da strumento di emancipazione si è trasformato ormai (e anche questo non è stato un percorso fatale, vantando un padre preciso, il Berlusconi al tempo della sua discesa in campo e del suo dilagare all’insegna del disprezzo dei dottorini) nell’icona negativa di una destra brutale e freddamente determinata ad azzerare ciò che resta di quella tradizione illuminista su cui poggia la dignità civile dell’occidente. E il libro è di quelli coraggiosi per vari motivi di impostazione che vale la pena raccontare per non disperdere l’esito di un incontro prezioso per Grosseto, in questo particolare momento pre-elettorale, in cui si gioca l’immediato futuro della Toscana.

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Gramsci

Sardine a Grosseto

16 Dicembre 2019

Una piazza zeppa di sardine ben decise a non farsi friggere dal fuoco fatuo di quelli, e sono troppi, che ogni giorno inneggiano alla violenza facendo leva sulla disperazione delle persone, senza dare nessuna risposta eccetto il tappabuchi garantito: inventarsi bersagli inermi e dirottare lì la rabbia generale. Grosseto è entrata nel mondo di chi rifiuta le nostalgie antidemocratiche, del “prima gli italiani”, del revisionismo strisciante che ammicca al tricolore e sveltola il rosario contro gli sbarchi. Non c’era frastuono, ma scambio di voci amiche e musica leggera nel senso nobile del termine. Che si possa intravedere il tramonto del vento populista?

Gramsci Art

8 Dicembre 2019

Sabato 7 dicembre alla libreria QB di Grosseto l’istituto Gramsci, su invito dell’Archivio delle Tradizioni Popolari, ha partecipato alla presentazione del catalogo Gramsciart ovvero Antonio Gramsci nell’interpretazione di Francesco Del Casino. L’artista ha presentato il suo lavoro, disteso in tre anni di interessanti rielaborazioni artistiche sia pittoriche che ceramiche della figura del grande sardo, la cui icona è oggi indubbiamente una delle più note della cultura italiana. Nel suo intervento introduttivo Pietro Clemente, docente emerito di Unisi e attualmente presidente dell’Istituto Storico e della Resistenza di Siena, ha valorizzato il contributo di creatività materica che l’artista, inteso come artigiano, riesce sempre ad apportare ai soggetti di cui si occupa, dilatandone i contorni. Lucia Matergi ha parlato del rapporto ormai consolidato tra l’istituto Gramsci di Grosseto e il Liceo artistico della città, soffermandosi in particolare sulle interessanti e riuscite interpretazioni pittoriche della “testa da rivoluzionario” che gli studenti di quella scuola hanno realizzato in occasione del concorso sul tema “Odio gli indifferenti”, bandito nel 2017 all’Istituto.