La Camusso e l’agenda Monti

28 Dicembre 2012 | Filed under: economia, lavoro, politica

La Cgil conservatrice?
“Non mi affascina dare voti. Certo quella mi pare una tesi ardita tanto più che proviene da chi ha negato la concertazione e al massimo ha “concesso” la consultazione”.

Un ostacolo all’innovazione?
“Mi pare che a partire dal capitolo sull’Europa, l’agenda Monti sia totalmente espressione di una posizione conservatrice. Rispetto a un dibattito che si pone il tema della federazione degli stati europei, il programma del presidente del Consiglio è fermo al fiscal compact. Da quella concezione dell’Europa deriva anche l’assenza delle politiche sociali nell’azione del governo e che l’agenda ripropone”.

Si deve ridare vigore alla produzione industriale?
“Significativamente il capitolo sull’industria comincia citando tre casi: Ilva, Alcoa, Irisbus. Perfetto: tre vertenze non risolte. Le ricordo che Monti è il presidente del Consiglio dimissionario. Quelle vertenze le ha gestite anche il suo governo”.

Somiglianze tra il programma di Monti e quello del ’94 di Berlusconi?
“Alcuni lo pensano, io no. L’unica cosa che mi sconcerta è l’idea che nella società civile esistano solo gli imprenditori. Non c’è nient’altro. Manca la società che certo è un paradosso per chi sostiene – e io condivido – che si debba superare l’individualismo per ritornare a una dimensione collettiva. La “mancanza di società” conduce così a sorvolare sui temi decisivi come per esempio quelli della cittadinanza per tutti coloro che nascono in Italia o della laicità”.

(tratto da Intervista a Camusso su  La Repubblica  del 28 dicembre 20112)

UnAgenda-per-un-impegno-comune-di-Mario-Monti[1]

 

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