Nuove povertà: Scuola e P.A.

13 Giugno 2013 | Filed under: cultura, economia, lavoro

Forse sopravvive nella mente di alcuni l’idea che il personale della Scuola: insegnanti, amministrativi o bidelli, non se la cavi male economicamente, anche in tempi di crisi. Pertanto risulta utile aggiornarsi leggendo per esempio alcune inchieste pubblicate da Repubblica di cui citiamo alcuni passi:

C’è chi a 43 anni fa la bidella in una scuola, ha due figli e un divorzio alle spalle. Il suo stipendio le permette a malapena di arrivare alla seconda settimana e così quando suona la campanella lascia la scuola per andare a fare le pulizie.

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C’è chi, anche lui bidello, per ‘arrotondare’ fa il muratore.

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Una professoressa di matematica il massimo dei punti in graduatoria con uno stipendio netto da 1500 euro. Dopo aver finito le ore nel suo liceo torna a casa e ospita gli studenti degli altri istituti per le ripetizioni. Sono molti i docenti che hanno questa ‘doppia vita’, ma non se ne parla.

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Il lavoro nero è una piaga che coinvolge tutta la pubblica amministrazione, non solo la scuola. C’è un carabiniere da più di 25 anni che con i suoi 1600 euro al mese non riesce a mantenere la famiglia e così, ogni volta che può, va in qualche cantiere. O chi oltre a lavorare nel suo ufficio fa anche l’assicuratore a nero. Non lascia il suo posto fisso perché “lo Stato è l’unico che mi dà delle sicurezze, peccato che non siano abbastanza neanche per sopravvivere”. E c’è anche chi è passato al part-time per lavorare in pizzeria.

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