La morte di Tina Anselmi

1 novembre 2016 | Filed under: politica

tina-anslemiPer  tutti coloro che credono nella politica, superando le valutazioni su momenti o fatti contingenti, per attenersi al suo senso lato, la morte di Tina Anselmi è motivo di tristezza e senso di vuoto. Una vita come realizzazione di un ideale, quello della libertà e dei diritti collettivi, in cui la profonda ispirazione religiosa ha coinciso con un senso civico tanto convinto da diventare costantemente stimolo all’azione. Donna di fede e combattente laica, senza contraddizioni, anzi sempre aperta all’impegno comune fin dall’adolescenza di staffetta partigiana. Prima donna ministro della Repubblica, con deleghe pesanti come il lavoro e la previdenza sociale, interpretate con quella sua carica di serietà e senso di responsabilità che le fecero meritare, anni dopo, la presidenza della commissione d’inchiesta sulla P2. Un incarico scottante e decisivo per la sopravvivenza delle istituzioni democratiche del paese, affidato a una donna dal passato autorevole e al tempo stesso portata a rifuggire i riflettori, a privilegiare il lavoro sulla visibilità immediata. E’ stata di certo una scelta intelligente, una di quelle rare occasioni in cui si è riconosciuto il valore particolare delle donne che quando fanno politica credendoci, se messe alla prova rimangono costantemente al di sopra di qualsiasi compromesso, anzi ne scoraggiano ogni eventuale tentativo. Questo Tina Anselmi ha dato al nostro Paese tanto spesso incerto. La sua voce era assente ormai da tempo, purtroppo, ma sappiamo che  la sua lettura del presente ci avrebbe detto tanto e insieme ci avrebbe confortato.

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