Noi partigiani

6 Settembre 2020 | Filed under: politica


Come ha osservato Gad Lerner in apertura di serata, non ci può essere risposta più decisa e sferzante della presentazione di un libro alla piazza populista, quella che sabato 5 settembre accoglieva a Grosseto la leader di uno dei più aggressivi raggruppamenti del nuovo fascismo italiano. Il libro da strumento di emancipazione si è trasformato ormai (e anche questo non è stato un percorso fatale, vantando un padre preciso, il Berlusconi al tempo della sua discesa in campo e del suo dilagare all’insegna del disprezzo dei dottorini) nell’icona negativa di una destra brutale e freddamente determinata ad azzerare ciò che resta di quella tradizione illuminista su cui poggia la dignità civile dell’occidente. E il libro è di quelli coraggiosi per vari motivi di impostazione che vale la pena raccontare per non disperdere l’esito di un incontro prezioso per Grosseto, in questo particolare momento pre-elettorale, in cui si gioca l’immediato futuro della Toscana.

Primo motivo: il libro è una raccolta di storie della Resistenza raccontate da tanti protagonisti finora anonimi, rintracciati a fatica perché spesso inconsapevoli del valore della propria scelta di resistere. “Non ho fatto niente di eccezionale- tanti di loro hanno detto a chi li intervistava, testimoniando in questa convinzione il coraggio del proprio concetto di cittadinanza. Questo libro si propone dunque come primo tassello di un progetto più ampio che arriverà alla fondazione di un museo della Resistenza costruito sulle voci dei tanti che l’hanno fatta. Secondo motivo: il libro vede la presenza attiva dell’Anpi nazionale il cui contributo di documentazione e di conoscenza viva sta alla sua base e ne costituisce il supporto culturale e morale. Che due penne del calibro di Lerner e Gnocchi lavorino per e con l’Anpi credo che sia un segnale efficace per smontare la vulgata fascista di un’Anpi moribonda e priva di senso. Terzo motivo: Gad Lerner con parola esatta e riflessione lucida ha chiarito come il libro sia un sostegno per resistere nel nostro difficile momento, ricordando a chi legge che adeguarsi non è fatale, che come i tanti che gli hanno raccontato le loro storie ci si può ribellare: la scelta è la chiave di volta. Questo libro sceglie di intitolarsi mettendo insieme due parole, una molto amata, oggi, il Noi, e una molto scomoda, oggi, Partigiani. Chi era presente all’incontro, e eravamo in tanti, ha capito e scelto. Peccato che questa occasione, di scegliere intendo, non sia stata colta da quasi tutti i candidati della parte “progressista”. Ma tanto popolo l’ha afferrata e se la terrà stretta.

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