Reddito garantito

22 Giugno 2012 | Filed under: economia, lavoro, politica

Nel dibattito su Europa e Lavoro  per non rubricare il tema fra le operazioni di tipo umanitario ci sembra opportuno ricondurre l’argomento a quello che Marx nei  Grundrisse  chiamava il  general intellect .  Allora il  general intellect  si concepiva come il sapere concentrato nel capitale fisso (i macchinari e gl’impianti), una sorta di  now how  della Società nel suo complesso, una sorta d’indicatore generale di produttività. L’uomo restava un utilizzatore di tale sapere tecnico-scientifico e non solo. Oggi è molto più difficile distinguere se il  general intellect  debba essere considerato qualcosa di oggettivato negli strumenti o qualcosa di oggettivato nel lavoratore; per il fatto che il Lavoro oggi si astrattizza e lo strumento e il soggetto del lavoro si trovano molto vicini nel processo produttivo,  la macchina è un’interfaccia intelligente e attiva e costringe il lavoratore a muoversi dentro la sua logica. Oggi il lavoratore si presenta già produttivo, il suo  “apprendistato”  non si fa più in produzione, ma nella società: nel sapere sociale, che viene diffuso dai vari organismi a ciò deputati. Ecco che il  general intellect  si presenta oggi  anche  come capitale variabile: non solo come macchina, dunque,  ma anche come uomo. In tal senso la cittadinanza è già una formazione professionale e quindi domanda un reddito come compenso economico di un proletariato in attesa d’impiego, ma che fa già parte della produttività sociale complessiva.

Vi alleghiamo un articolo interessante su questa questione essenziale.

 

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