Cronache infedeli

21 ottobre 2017

Cronache infedeli“Cronache infedeli” è il racconto di tante storie, ognuna legata a uno dei tanti luoghi dove Flavio Fusi ha svolto per anni il suo lavoro di corrispondente della RAI. Storie di guerre, quelle che hanno insanguinato e stravolto la faccia della terra nell’ultimo trentennio, raccontate con l’intento dichiarato di riportare alla luce frammenti filtrati dalla memoria personale e dunque “infedeli”. Flavio, nella bella presentazione che si è svolta venerdì 20 ottobre al Museo di Storia Naturale, ha chiarito che il suo mestiere è diverso da quello dello storico, che seziona e discerne con l’obiettivo di fare luce sui fatti; ma si tratta di una diversità ricca di umanità, come questa talvolta confusa e incerta, non per questo meno illuminante.Flavio-e-Guariglia

Gramsci traduce le fiabe dei Grimm

30 settembre 2017

Si moltiplicano le iniziative nell’ottantesimo anniversario della morte di Gramsci. Un estratto dal saggio allegato illustra molto chiaramente il rapporto di Gramsci con la traduzione e con la fiaba.

Favola

Uno sguardo nel laboratorio delle traduzioni delle fiabe grimmiane evidenzia un traduttore intento, in primis, a padroneggiare il materiale linguistico: nessun metodo come la traduzione permette infatti di entrare cosi profondamente nella struttura e nelle particolarità di una lingua e di confrontarle con quelle della propria lingua madre. Gramsci studia anche le lingue straniere moderne secondo la metodologia classica, filologica, che non conosceva ancora l’approccio comunicativo che si sarebbe diffuso, nelle aule scolastiche e universitarie, solo diversi decenni dopo. Dalle sue lettere sappiamo che inizia con lo studio sistematico della grammatica e solo dopo chiede l’invio di dizionari e di testi. Una volta che riesce a usare lo strumento della traduzione con una certa disinvoltura, sposta il suo obiettivo sul fine che è possibile raggiungere con tale strumento. Le traduzioni delle fiabe dei fratelli Grimm ci restituiscono ancora una volta un’immagine a tutto tondo dell’uomo Gramsci, che nella sua integrità riesce a trasformare ogni stimolo personale in riflessioni di dimensioni universali.

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http://www.istitutogramscigr.it/wp/wp-content/uploads/2017/09/Gramsci_traduttore_delle_fiabe_dei_frate.pdf

Gramsci nelle scuole

17 maggio 2017

In questo anno si fanno molte iniziative per commemorare Gramsci nell’anniversario della sua morte. Fra le tante vogliamo citare la pubblicazione del volume “Gramsci per le nostre scuole” che contiene una raccolta di brani tratti dai Quaderni su svariati argomenti anche d’interesse scolastico e una circolare ministeriale che alleghiamo. In questa circolare si sollecitano le autorità scolastiche a prendere iniziative in ricordo di Gramsci. Probabilmente ogni iniziativa da prendere dovrà essere approvata dal Collegio dei Docenti di fine anno e quindi se avete progetti è il momento di presentarli. Buon lavoro insegnanti!

Gramsci per la scuole

Allegato:Circolare su Gramsci

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Gramsci

Lezioni di democrazia

13 maggio 2017

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Numerosa e vivace presenza ieri all’Istituto Gramsci che assieme alla Fondazione Bianciardi ha organizzato un dibattito sul tema della democrazia partendo dall’ultima pubblicazione curata da Enrico Mannari. Democrazia contro populismo? Non è stato questo il tema principale che ha appassionato gl’intervenuti, quanto piuttosto le forme di democrazia spontanea che fiancheggiano, sostengono o sostituiscono l’azione politica e amministrativa.

Il volume è stato debitamente illustrato da Mannari e merita di essere letto per tutta una serie di stimolanti interventi che raccoglie. Buona Lettura!

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Risveglio popolare

8 maggio 2017

Risveglio popolare jpgIl 5 maggio alle 17, alla Biblioteca Chelliana l’istituto Gramsci di Grosseto alla Biblioteca Chelliana ha presentato “Risveglio popolare – 1944-1946” di Giuseppe Albana, ed. Effigi. L’ incontro è stato condotto da Caterina Albana, curatrice del libro, e Lucia Matergi, presidente dell’Istituto. Un pubblico numeroso e attento ha partecipato vivacemente all’iniziativa, intervenendo sulle questioni sollevate dal libro, che si presenta come opera esemplare del valore delle microstorie nella ricostruzione  scientifica  del quadro globale di un paese, nel nostro caso dell’Italia.
Sicilia, 2 giugno 1946. Il voto dell’Isola si riversa, massiccio, sulla Monarchia. Pochissimi i comuni in controtendenza. Spicca, fra questi, S. Piero Patti. Che cosa ha permesso che la Repubblica ottenesse, in questo piccolo comune, il 70% dei consensi? Un pugno di giovani, alcuni reduci dalla guerra, ha intrapreso una lotta senza quartiere contro il blocco delle forze conservatrici. Si ispirano a Mazzini, operano una propaganda capillare, promuovono un risveglio delle coscienze, affrontando i pericoli della clandestinità, le fughe, gli agguati. Tengono sempre presente quel che nel ’21 hanno fatto i fascisti ai socialisti che avevano conquistato il Comune. A loro non accadrà, sono pronti persino alla lotta armata. Ma non ce ne sarà bisogno. S. Piero Patti non ha dimenticato l’olio di ricino, lo squadrismo, i morti. E la Repubblica vince, anzi, trionfa..

Risveglio-popolare